Il costo nascosto della liquidità ferma: cosa comportano davvero i tempi di pagamento
Il costo nascosto della liquidità ferma: cosa comportano davvero i tempi di pagamento
Gentili Imprenditori e Associati,
nelle
scorse comunicazioni abbiamo parlato di come trasformare i costi fiscali e
contributivi in un beneficio immediato, un tema che riguarda tutte le realtà
associate, di ogni settore e dimensione.
Oggi
ci rivolgiamo in modo specifico alle società
di capitale con fatturato a partire da 7 milioni di euro, per affrontare un tema che a questi livelli di
struttura pesa concretamente sui risultati: il credito commerciale.
Il
punto non è se un credito verrà pagato. È quando e a quale costo.
Ogni
credito verso un cliente segue uno di questi tre percorsi:
• Viene pagato
regolarmente ai termini concordati (X giorni) — e già oltre i 30 giorni
comporta un costo per l’azienda
• Viene pagato in ritardo,
oltre la scadenza prevista
• Nella peggiore delle
ipotesi, non viene riscosso
I
primi due scenari sono la normalità operativa di ogni azienda. Ma anche il
rispetto puntuale dei termini, se superiore ai 30 giorni, ha un costo reale,
spesso sottovalutato:
• Interessi
impliciti: ogni giorno di attesa
oltre i 30 giorni è liquidità che non lavora, mentre i costi fissi continuano a
maturare
• Necessità
di finanziamento: per coprire il
vuoto di cassa generato dai tempi di incasso, si ricorre spesso a fidi bancari
o prestiti, con interessi e commissioni che erodono direttamente il margine
• Svalutazione
degli indici di bilancio: crediti che restano a
lungo aperti peggiorano il DSO (giorni medi di incasso), il capitale circolante
netto e gli indici di liquidità, con effetti diretti sul rating creditizio
• Impatto
sul bilancio di sostenibilità: una gestione finanziaria
poco solida pesa anche sugli indicatori ESG, sempre più richiesti da banche,
fornitori e bandi pubblici
• Costo
commerciale indiretto: un’azienda con liquidità
tesa negozia da una posizione più debole, con meno margine su acquisti e meno
forza contrattuale
La
soluzione: trasformare il credito da posta di bilancio a leva di liquidità
A
questi livelli di fatturato, la struttura finanziaria è complessa e
l’attenzione di banche e stakeholder agli indici di bilancio è alta. Per
questo, la consulenza dedicata agli associati include strumenti evoluti di smobilizzo dei crediti commerciali, pensati per convertire in liquidità immediata
quanto già maturato, senza ricorrere a nuovo indebitamento e senza intaccare le
linee di credito bancarie già in essere.
Il
risultato pratico:
• Conversione
rapida dei crediti in
liquidità immediata, indipendentemente dai tempi di incasso del cliente
• Utilizzo
più efficiente del capitale circolante
già presente in azienda
• Maggiore
flessibilità nella pianificazione
finanziaria e negli investimenti
• Preservazione
integrale dei fidi e delle linee
di credito bancarie esistenti, che restano disponibili per altre necessità
Il
credito non deve essere un’attesa. Può diventare una risorsa disponibile oggi.
Come
approfondire
Questo è un altro dei temi centrali della consulenza dedicata alle società di capitale strutturate, che affianca la componente fiscale e contributiva già presentata nelle scorse comunicazioni con un focus specifico sulla gestione dei crediti commerciali e della liquidità.
Per capire come applicare questi strumenti alla
tua azienda, struttura dei crediti, tempi medi di incasso, esposizione bancaria, contattaci hai riferimenti indicati per fissare un appuntamento
dedicato.
Confimpresa
Puglia continua a lavorare al fianco delle imprese, per far crescere insieme il
territorio e le sue aziende.
Un
cordiale saluto,
Il Presidente di Confimpresa Puglia
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